Campo

nell’Elba

Il Comune di Campo nell’Elba si estende dal golfo di Lacona fino a Pomonte. Marina di Campo, il capoluogo, in passato era un villaggio di pescatori che si estendeva lungo la vasta baia sabbiosa

Alluvione a Campo nell’Elba, 4 settembre 2002

Secondo i dati forniti dall’Ufficio Idrografico e Mareografico di Pisa, le stazioni pluviometriche della Comunità Montana dell’Elba e Capraia – Zona L, in data 4 settembre 2002, riportavano i seguenti valori di precipitazione: Padulella (Portoferraio) 215 mm; Azienda Nannini (S. Giovanni) 230 mm; Colle Reciso 225 mm. Tutti i dati raccolti sembravano concordi nel fissare l’evento meteorologico all’interno dell’arco temporale delle ore 06:00-07:00 / 16:00-17:00, con un picco principale di precipitazione intorno alle ore 10:00, ed uno secondario alle 16:00. I maggiori danni sono stati prodotti nel corso della fase del primo picco, mentre il nubifragio del pomeriggio avrebbe interessato con maggior intensità solo il settore sudorientale dell’isola (area di Capoliveri).
I valori delle precipitazioni testimoniano una grande variabilità spaziale nell’intensità del fenomeno che ha avuto luogo, determinando una risposta molto differenziata dei bacini idrografici interessati (anche per distanze di pochi chilometri) ed una notevole diversificazione nei danni prodotti da zona a zona. L’evento ha avuto effetti diversi per il settore montano e quello di pianura. Nel primo caso i versanti sono stati interessati da intensi fenomeni di ruscellamento superficiale, da forti erosioni in alveo e dall’innesco di diversi movimenti gravitativi di modeste dimensioni (scivolamenti corticali e crolli), che hanno interessato particolarmente la rete viaria e che, in alcuni casi, hanno creato condizioni di potenziale instabilità di strutture abitative. In area costiera i vari fossi hanno ripreso il loro originario corso, generalmente ostruito dalla presenza di strutture legate ad attività balneari, mentre sulle coste acclivi si sono verificati numerosi piccoli crolli delle pareti rocciose o delle coltri detritiche.

Sulla base dei rilievi effettuati fu stabilito che l’area presumibilmente interessata dalle maggiori precipitazioni era quella situata lungo la linea di cresta Serra del Literno–M. S. Martino–M. Barbatoia, che costituiva contemporaneamente lo spartiacque tra le aste vallive interessate dai maggiori dissesti. In questo settore non esistono pluviometri, ma è ragionevole supporre che la quantità di precipitazione verificatasi possa aver superato il dato di 220-230 mm in 8-10 ore, massimo valore misurato nelle zone di valle.

Per quanto concerne Marina di Campo, il Fosso della Galea ha raccolto le abbondanti acque provenienti dai suoi tributari di sinistra che hanno provocato estese inondazioni nella piana già a partire dalla confluenza con il Fosso Literno. I livelli idrometrici registrati sul piano campagna hanno raggiunto valori superiori a 150 cm (pista di go-kart), con violenti disalveamenti nell’ampia ansa compresa tra Poggio Zuffale e Monte Castello.

Più a valle la zona dell’aeroporto protetta da argini più elevati è stata interessata da una sottile lama d’acqua (limitatamente al settore settentrionale), mentre risultano allagate estese aree in sinistra, anche per il notevole contributo delle acque provenienti dal versante di M. Bacile, sede di intensi fenomeni di erosione concentrata.

In prossimità della zona di confluenza dei fossi Galea, Pila e Filetto, le tre onde di piena, unite alle acque provenienti dai collettori minori, hanno determinato l’inondazione di una ampia area compresa tra il Fosso la Pila e Marina di Campo, coinvolgendo anche parte dell’abitato (zona di Via degli Etruschi). Anche in questo caso gli effetti della piena sono stati amplificati dai sottodimensionamenti della sezione degli alvei, delle tubazioni delle canalizzazioni minori e delle luci delle opere d’attraversamento stradale, che sono state rapidamente occluse dal materiale di fondo e flottante.

Nella zona a valle della provinciale Marina di Campo – Lacona, le acque hanno invaso il campeggio Ville degli Ulivi con tiranti idrici di 150 cm, mentre allo sbocco a mare (La Foce) è stato asportata un’ampia area di spiaggia (normalmente adibita a parcheggio) e parte delle strutture poste in sinistra idrografica.

FONTE: APAT (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) – Rapporti 35/2003 Le attività emergenziali APAT in seguito ad eventi alluvionali e sismici. Settembre 2002-gennaio 2003

Alluvione a Campo, 7 novembre 2011

Il 7 Novembre del 2011 un’alluvione ha colpito l’isola d’Elba con massima intensità dalle 5-5,30 alle 7-7,30, in concomitanza di una forte mareggiata di scirocco. I comuni interessati dal fenomeno sono stati Campo nell’Elba e Marciana. In particolare, i centri abitati colpiti sono risultati Marina di Campo e Cavoli, nel Comune di Campo nell’Elba e Procchio nel Comune di Marciana. In termini di bacini idrografici i più colpiti sono stati i fossi degli Alzi, Albarelli e Bovalico (Marina di Campo), il fosso delle Formiche (frazione Cavoli) e in misura minore il fosso Vallegrande (frazione di Procchio). A Marina di Campo centinaia di abitazioni sono state invase dal fango, i servizi di base come acqua, luce, gas e telefono sono saltati. Già in prossimità del crinale del fosso degli Alzi sono evidenti i segni provocati da intensità di pioggia del tutto eccezionale quali trasporto di enormi blocchi di granito e ingente erosione e franamenti nei compluvi per profondità di diversi metri. Inoltre, la spiaggia attrezzata di Cavoli è stata letteralmente dissestata dall’alluvione.

Si rileva inoltre che altre frazioni nel Comune di Campo nell’Elba come S. Ilario, Seccheto e La Foce sono state interessate da effetti molto minori. Questo, in località la Foce, anche a seguito dei lavori recentemente realizzati nel tratto di foce del Fosso Pila-Galea, intervento previsto nel Primo Programma di Interventi definito a seguito l’evento alluvionale che colpì l’Isola d’Elba nel 2002 (D.G.R. 830/03), del quale rimangono comunque da ultimare i lavori sul fosso Filetto.

Il fenomeno più intenso ha interessato quindi un’area molto limitata: bacini idrografici degli Alzi, Albarelli e parte del Bovalico per un’estensione di circa 9 kmq, oltre al piccolo bacino di Cavoli per 4 kmq, complessivamente pari a circa il 6% dell’intera Isola d’Elba. Da rilevare che il pluviometro della rete di rilevamento regionale di Monte Perone, anche per l’ubicazione ad elevata quota in prossimità della sommità del crinale, è risultato all’esterno dell’area colpita dalla massima intensità di pioggia.

Di seguito le principali aree allagate dall’evento del 7 novembre 2011, a seguito di sopralluoghi effettuati dal personale del Genio Civile di Livorno in raccordo con Autorità Locali e tecnici del Comune di Campo nell’Elba, Vigili del Fuoco, Protezione Civile regionale e nazionale.

Di seguito vengono descritte le fenomenologie rilevate. In estrema sintesi si indicano i seguenti valori caratterizzanti stimati:

 

Volume liquido prodotto dall’evento:                                       circa 1.5- 2* 10^6 m3

Trasporto solido dai versanti:                                                               circa 1* 10^5 m3

Superficie bacini imbriferi interessati dall’evento più intenso   circa 9 km2

Presenza di materiale flottante quasi esclusivamente composto da canne.

A Marina di Campo si sono verificati i maggiori allagamenti, la dinamica dell’evento può essere descritta come di seguito. In corrispondenza del cambio di pendenza del versante, a valle dell’attraversamento della SP25 si è verificato il deposito del materiale trasportato (prevalentemente di natura sabbiosa con trovanti) che ha provocato l’esondazione delle acque di piena.

La piena da qui ha continuato a defluire lungo la pianura con una lama d’acqua che ha raggiunto anche il metro. Nella parte terminale, lo sbocco a mare è stato parzialmente impedito sia per condizioni morfologiche, sia per la presenza di edifici che hanno costituito barriera al deflusso, sia per ulteriori barriere formatesi a causa degli automezzi trasportati dalla corrente.

Pertanto, il deflusso si è indirizzato perpendicolarmente al Fosso degli Alzi in direzione sud – nord, sormontando il fosso stesso ed andando ad invadere le zone morfologicamente depresse. I problemi sono aumentati nella parte finale dei due fossi, a partire dalla Piazza Sandro Pertini fino alla foce. Durante l’alluvione l’acqua ha percorso le strade soprastanti invadendo gli edifici e trasportando i veicoli presenti lungo le strade con conseguente aumento degli effetti di allagamento per impedimento del deflusso. In particolare, nel centro urbano alcuni veicoli trasportati dalla corrente sono rimasti incastrati in corrispondenza della strettoia di Via Foresta ostruendo il passaggio dell’acqua e creando un effetto diga a monte. Nelle vie a monte l’acqua ha raggiunto oltre 2 metri di altezza con conseguenti ulteriori danni rilevanti alle abitazioni e alle attività economiche.

Si è verificata inoltre la rottura di circa 20 metri lineari di arginatura del Fosso Pila in zona Aeroporto, ripristinato già 2-3 giorni dopo l’vento come da foto.

A seguito dell’evento, da una verifica del Piano degli Interventi, viene a riconfermarsi sostanzialmente quanto già contenuto nel Pano di Assetto Idrogeologico vigente, con le seguenti tipologie di interventi per i torrenti Alzi, Albarelli e Bovalico:

  1. Sistemazioni idraulico forestali di monte.
  2. Normalizzazione trasporto solido nei compluvi torrentizi, con briglie selettive.
  3. Normalizzazione del trasporto solido con aree di dispersione al cambio di pendenza.
  4. Realizzazione casse di espansione sul torrente Alzi.
  5. Ricalibratura alvei di valle con ricalibrazione punti critici singolari.

Quanto viene riconfermato dopo l’evento del 2011, risulta già sostanzialmente presente nel Piano degli Interventi di cui alla Delibera di Giunta Regionale n. 830 del 2003, definito dopo l’evento critico che colpì l’Isola d’Elba nel 2002. Piano che si è potuto attuare solo in parte (circa 15-20%) per carenza di risorse adeguate.

FONTE: Regione Toscana Direzione Generale Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità Ufficio Tecnico del Genio Civile di Area Vasta Livorno-Lucca-Pisa – Report Alluvione Isola d’Elba 7 Novembre 2011